La ricerca della felicità

La ricerca della felicità

La ricerca della felicità

Via LatteaEppure, ognuno di noi cerca sempre la felicità, sfuggendo, risolvendo, costruendo, lavorando, facendo del bene o anche del male, il fine ultimo è una ricompensa da ‘ottenere’ che ci faccia sentire ‘finalmente’ felici. Ed in questa ricerca che dura spesso tutta la vita, spendiamo la maggior parte del tempo ed energie impegnati a lottare, aggrappati a speranze di felicità, troppo effimera a volte, e che facilmente si trasforma in illusione. Già!, illusione, delusione. Ogni volta che ci costruiamo delle aspettative di qualsiasi tipo, siamo ostaggio del peggiore dei giudici, noi stessi. Non appena ciò che sperimentiamo vivendo è appena al di sotto dell’idea che ci siamo costruiti, allora in noi crolla tutto, allora è delusione. Ma quindi la felicità forse non è poi così strettamente legata al fare, all’avere o all’ottenere ad ogni costo. Ha più a che fare con la qualità dei pensieri che facciamo ed alle convinzioni che ci siamo costruiti nel tempo. Se non mi faccio aspettative non posso essere deluso ma vivo semplicemente tutto ciò che la vita mi offre per crescere. Se non mi afferro a qualcos’altro o a qualcun’altro per ottenere la ricompensa, non posso essere deluso. E se invece di continuare a fare qualcosa per essere felice cominciassi semplicemente ad essere… felice? Tutto in natura nasce e cresce senza sforzo. Il fiore non si oppone alla pioggia, l’albero non cresce trattenendo i suoi frutti o le foglie secche per paura di restare nudo. Tutto segue un flusso, un flusso universale a cui solo l’essere umano stupidamente si oppone perdendo contro corrente proprio quello che anela, la felicità. Il nostro tempo di vita paragonato a quello dell’universo è infinitesimale, così come anche le nostre dimensioni paragonate al cosmo. Siamo pulviscolo sulla superficie di un sassolino che ruota nel vuoto attorno ad una stella, una sola stella che ruota in mezzo a miliardi di stelle ed altri sassolini in una galassia che ruota insieme ad una miriade di altre galassie. Quanto contano adesso i nostri ‘enormi problemi’ della nostra così breve vita se visti da così lontano? E’ davvero così tanto difficile essere ciò che siamo, ovvero parte dell’universo, e rinunciare a remare contro corrente facendoci del male? Rinunciando ai nostri sogni per l’idea che ci siamo fatti di come ‘dovremmo’ vivere? E’ davvero così che vogliamo continuare a non vivere? Assumersi la responsabilità della propria infelicità è già il primo passo per il cambiamento, il secondo è scegliere di essere felici. La felicità è una abilità e come tale può essere appresa fino a farla diventare un’abitudine e parte di noi, perché ha a che fare con chi siamo, non con ciò che abbiamo o facciamo. Ci vuole più coraggio ad essere felici piuttosto che a farci piacere una vita che non ci appartiene ed alla quale ci siamo conformati, dimenticandoci di risplendere come parte dell’universo a cui apparteniamo. Ciò che ci separa dalla felicità infatti, è quasi sempre la paura. Allora cosa cerchiamo a fare la felicità se poi lasciamo che la paura governi la nostra vita? Prima dovremmo domandarci: Quanto vogliamo davvero essere felici? Saremo realmente felici nella misura in cui siamo disposti a raggiungerla al di là della paura.

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